Varie ed eventuali
Qualche nota…
Ho messo sulla side bar a destra il widget di Twitter. Lo trovo più comodo come luogo per pensieri… volanti!
GWT e Canvas
Andando a caccia di informazioni, librerie, blog ed altro su GWT ho trovato:
- gwt-canvas – Un Widget per il canvas. Da provare un demo ed il gioco di mastermind.
- gchart – Client-side chart library. Disponibili una chart gallery ed un live demo. Notare che non usa il canvas ma solo html e css, con discreti risultati.
Quello che mi ispira di più è gwt-canvas. Ritengo possa diventare utile. Per capire cosa si possa fare col canvas, basti vedere gli esempi di Chrome Experiments.
Nota: gli esempi di Chrome Experiments funzionano sia con Chrome che con gli altri browser che supportano bene il tag CANVAS di HTML 5. Cioè, Safari, Opera e Firefox. Ho provato anche Explorer 8 e purtroppo la maggior parte degli esempi non funzionano.
Little Snitch
Sto provando Little Snitch. Molti utenti Mac conoscono questa utility, anche se non molti la usano. Per gli altri che non la conoscono, è una utility che controlla le connessioni in uscita. Cioè, un firewall per le connessioni in uscita che l’utente controlla consentendo o impedendo le connessioni verso server/porte che di volta in volta vengono richieste. All’utente si presenta una finestra con cui può dire se la connessione va concessa o negata e se questa decisione va applicata fino alla chiusura del programma o sempre.
Questa utility è un po’ logorroica, ma, da quel che mi è stato detto, alla lunga ci si fa l’abitudine e col passare del tempo le richieste si fanno man mano sempre più rade. Insomma, anche su Mac possiamo provare il piacere che provano gli utenti di Vista quando hanno a che fare con UAC.
I programmatori pensano di esser più bravi degli altri
Ci sono alcuni sviluppatori che non si fidano di strumenti come GWT. Non li amano per diverse ragioni. Intanto non amano perdere il controllo di quello che succede nel browser. Poi, pensano che siano strumenti limitati: ovvero, finché vengono usati per ciò per cui sono stati pensati (generalmente questo è un ambito che si presume molto ridotto), vanno bene, appena si vuole qualcosa in più non vanno più bene. Infine, pensano di saper fare di meglio.
Queste osservazioni possono occasionalmente corrispondere a verità. A mio avviso non sono mai da prendere come regola per ogni caso. Soprattutto, non si può giudicare uno strumento sulla base di un pregiudizio. Cioè, d’accordo essere scettici, ma da qui a basare il proprio giudizio su uno strumento che non si conosce sulla base di un pregiudizio ne passa.
Leggendo un vecchio post sul blog di GWT ho scoperto una cosa.
Some browsers actually create a new string literal object every time a string literal is executed in code. This causes more objects than is necessary. The compiler should just turn them all into refs.
http://code.google.com/p/google-web-toolkit/issues/detail?id=1739
Quando si possiede dell’esperienza, un modo per condividerla è attraverso il codice. Se questo codice fa parte di un framework, implicitamente chi utilizza il framework acquisice questa esperienza. Questo è un fatto di cui secondo me bisogna tenere conto.
La leggenda del software Wolfe
Wolfe risolve problemi. Basta chiamarlo e lui viene a risolverti il problema in men che non si dica e senza chiederti nulla in cambio.
Esiste un software di questo tipo?
Il lavoro di sviluppatore consiste regolarmente nel risolvere problemi. Ne risolvi uno dietro l’altro fino ad arrivare alla soluzione definitiva, quella che soddisfa il cliente. Non sempre la soluzione dei problemi è banale. A volte vorresti poter avere un Sig. Wolfe da chiamare per risolvere il tuo problema. Non è raro che un problema da risolvere in realtà non sia un problema particolare ma un problema comune. E nel momento in cui vuoi risolto quel problema hai diverse possibilità:
- il problema è già bello che risolto, paghi e ottieni la tua soluzione, sperando che sia di qualità, flessibile e con un costo ragionevole;
- risolvi il problema da solo e di sopporti i costi della soluzione che, tipicamente, sarà sempre parziale e rimarrà un problema di cui purtroppo ti dovrai occupare;
- condividi i costi di soluzione con altri.
Quest’ultima soluzione porta a quello che noi conosciamo come software Open Source.
In questo caso il Wolfe della situazione non è il software di per se, ma lo sviluppo Open Source (stiamo comunque stiracchiando una metafora, visto che tale sviluppo non è esente da costi, come del resto Wolfe è chiaramente stipendiato da Marcellus Wallace).
In pratica:
- tu vuoi che il problema sia risolto;
- vuoi minimizzare i costi;
- vuoi comunque che la soluzione sia di qualità;
- non ti interessa guadagnare soldi sulla soluzione al problema particolare, perché altrimenti faresti un altro lavoro, cioè produrre scatole da vendere.
Alla luce di quanto scritto sopra, posso affermare che il mito secondo cui la gente fa software open per vendere consulenze in realtà va rovesciato: la gente vende la propria capacità di risolvere problemi e questo porta alla produzione di software Open Source.
Wise 1.0 out!
Era attesa per la fine dell’anno, ma è arrivata venerdì. Si tratta della versione 1.0 di Wise.
Per le novità di questa versione vi rimando relativo post. Vi ricordo i link per il download, per la Programmer Guide del Core e la documentazione del Logging Meta Service. Per incominciare a vedere qualcosa dell’interfaccia si dovrà attendere ancora.
A presto
EDIT: la lista dei membri attivi nella pagina del team è stata aggiornata.
eCard con sorpresa
Nel periodo delle feste è normale che si ricevano delle eCard di auguri. Però quando ho ricevuto il seguente messaggio mi è venuto il sospetto che qualcosa non andasse.
Good day.
You have received an eCard
To pick up your eCard, choose from any of the following options:
Click on the following link (or copy & paste it into your web browser):http://danieledolores.it
Your card will be aviailable for pick-up beginning for the next 30 days.
Please be sure to view your eCard before the days are up!
We hope you enjoy you eCard.
Thank You!
Mai sentito parlare di questo sito per le eCard, per cui m’è venuto il sospetto ci fosse l’inghippo. Avendo Firefox su mac ho voluto seguire il link per togliermi la curiosità, che mi è stato subito segnalato come sito malevolo.
Non avevo mai sentito parlare di questa tecnica di ingegneria sociale. Il risultato è non ci si può fidare di eCard provenienti da siti sconosciuti.
News before christmas
Dovrei scrivere qualche articolo di più sul blog. Dovrei pure scrivere anche sul blog di javamac. Al momento ho la testa altrove, e quindi la voglia di postare manca. Ma per non far morire il blog di inedia devo scrivere qualcosa.
Riporto qualche notizia. Non mi piace farlo. Penso che chi voglia essere informato debba farlo a partire dalle fonti. Poiché questo blog non è una fonte, se non delle mie attività, non sono molto propenso a riportare notizie, a meno che non ritenga utile farlo per qualche ragione. In questo caso si tratta di alcune notizie su GWT che per me sono di una certa rilevanza.
Google ha pubblicato una roadmap succinta sulla prossima versione di GWT e sulle successive. L’unica previsione di rilascio approssimativa è quella della 1.6, che dovrebbe vedere la luce nel primo quadrimestre del 2009. Interessante è la lista delle novità previste dalla roadmap. Per la 1.6 sono previsti:
- riorganizzazione dei file prodotti durante la compilazione per semplificarne il deploy; una nuova architettura dell’hosted mode, più facilmente customizzabile, che consente la migrazione dell’hosted mode da tomcat a jetty;
- event handler generici (i listner specifici dei vari controlli d’interfaccia verranno deprecati);
- performance migliori sulla gestione delle stringhe (in pratica è una reinplementazione più performante delle classi StringBuilder e StringBuffer, al momento realizzate usando l’operatore di concatenazione delle stringhe di javascript, notoriamente poco performante in Explorer);
- diverse ottimizzazioni sul compilatore (meno male!), tra cui la generazione delle permutazioni del codice usando più thread, così da sfruttare meglio i processori multicore; classi DatePicker e LazyPanel migrate dall’incubator.
Altre notivà verranno introdotte dopo la 1.6. Tra queste sono degne di nota: protocollo RPC più performante; costruzione dell’interfaccia in modo dichiarativo (tramite markup?); in-browser hosted mode, che permetterà di provare la propria applicazione in hosted mode ma dentro un browser a scelta.
Altra notizia è che RedHat ha firmato il Google Contributor Agreement per GWT. La ragione di questa mossa che porta RedHat, nello specifico la divisione JBoss, a contribuire allo sviluppo di GWT, sembra essere la ricerca di una migliore integrazione tra JBoss Seam e GWT. È una notizia che ho il piacere di apprendere.
L’ultima notizia invece riguara me. Sono diventato commiter di JBoss Wise. Nella pagina dei membri del team di Wise non trovere alcuna menzione di me. La ragione è che pur essendo diventato commiter non sono ancora attivo. Cioè, non ho fatto alcun commit, per cui non è stato aggiunto il mio nome. Appena potrò dedicare del tempo al progetto, mi occupero della nuova web gui. Naturalmente sarà fatta con GWT. A causa del cambio di licenza, non sarà basata su GWT Ext. Non è stata presa una decisione in merito. Un possibile candidato potrebbe essere GWT Mosaic. Mi piace il fatto che non ha dipendenze da framework javascript.
Per il momento è tutto.
A presto!
Edit: segnalo un paio di articoli sull’accordo tra RedHat e Google: il primo è di Rich Sharples, il secondo di Matt Asay.
Un commento in proposito. Una maggiore integrazione tra Seam GWT mi permetterebbe di usare alcune caratteristiche interessanti del framework di JBoss senza avere a che fare con JSF, che ritengo inadatto allo sviluppo di RIA. Al momento non c’è una ragione particolare per usare Seam con GWT. Per cui posso dire di essere uno degli sviluppatori che avrebbe gradito una mossa di questo tipo. Vedremo cosa ne nascerà.
Chrome? No Chromium!
Per chi volesse provare Chrome, c’è la possibilità di scaricare una versione più aggiornata dal chromium.org. Sul sito è disponibile l’archivio delle build che hanno superato i test di regressione e che quindi possono essere utilizzate, sempre con tenendo presente che si tratta di un prodotto in via di sviluppo. L’ultima è disponibile all’indirizzo:
javamac
Brevemente: ho preso la decisione di registrare un dominio, creare un nuovo blog e iniziare a scrivere in inglese. I domini in realtà sono due: javamac.com e javamac.org, per quanto puntino entrambi al nuovo blog.
Da ora in poi la maggior parte dei nuovi post verranno pubblicati sul blog di javamac. Faranno eccezione quei post che riterrò più opportuno pubblicare in italiano.
nota: il nome javamac è ispirato a javalinux del mio amico Stefano.
Google Maps su iPhone
In una discussione a proposito del web, delle web application e del futuro del desktop, qualcuno ha citato il fatto che su iPhone ci sia un’applicazione nativa per accedere a Google Maps, a dimostrazione che il futuro sarà di applicazioni desktop con funzionalità di rete. Non so se sarà così, ma l’applicazione esiste per tutt’altre ragioni: limiti di Safari per iPhone nella gestione degli eventi che impediscono l’uso delle api di gmaps:
Before the newest version of mobile Safari, this would not have been possible. Fundamentally you cant drag the map! However, with the new version Apple introduced a javascript API for sensing single and double finger drag events.
http://ajaxian.com/archives/google-maps-javascript-api-on-the-iphone
La ragione di ciò è presto detta: l’iPhone non si controlla col mouse e quindi non c’è perfetta corrispondenza tra gli eventi del mouse su un normale computer e gli equivalenti eventi sull’iPhone. Cambia il dispositivo di controllo, cambia il modo in cui l’utente interagisce col software, cambia il modello di interazione che il software deve implementare.
La gestione degli eventi sull’iPhone, con le sue particolarità, è trattata in un articolo di QuirksBlog.
Free, on the road
Adesso ho il mio cavallo. Un cavallo rosso fatto di metallo, plastica, gomma…
Questa ed altre foto sono di giovedì scorso, quando sono andato a ritirarla.
Ho già fatto più di 420 chilometri in meno di una settimana.
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