Ci sono alcuni sviluppatori che non si fidano di strumenti come GWT. Non li amano per diverse ragioni. Intanto non amano perdere il controllo di quello che succede nel browser. Poi, pensano che siano strumenti limitati: ovvero, finché vengono usati per ciò per cui sono stati pensati (generalmente questo è un ambito che si presume molto ridotto), vanno bene, appena si vuole qualcosa in più non vanno più bene. Infine, pensano di saper fare di meglio.
Queste osservazioni possono occasionalmente corrispondere a verità. A mio avviso non sono mai da prendere come regola per ogni caso. Soprattutto, non si può giudicare uno strumento sulla base di un pregiudizio. Cioè, d’accordo essere scettici, ma da qui a basare il proprio giudizio su uno strumento che non si conosce sulla base di un pregiudizio ne passa.
Leggendo un vecchio post sul blog di GWT ho scoperto una cosa.
Some browsers actually create a new string literal object every time a string literal is executed in code. This causes more objects than is necessary. The compiler should just turn them all into refs.
http://code.google.com/p/google-web-toolkit/issues/detail?id=1739
Quando si possiede dell’esperienza, un modo per condividerla è attraverso il codice. Se questo codice fa parte di un framework, implicitamente chi utilizza il framework acquisice questa esperienza. Questo è un fatto di cui secondo me bisogna tenere conto.